Come nasce

 

Il 16 giugno del 1991 venivano aperte al pubblico le prime 8 sale del Museo delle Genti d'Abruzzo.
Si compiva un progetto perseguito con tenacia dall'associazionismo cittadino fin dal 1973 quando l'A.S.T.R.A. (Associazione per lo Studio delle Tradizioni Regionali Abruzzesi) e l'Archeoclub di Pescara fondarono il Museo delle Tradizioni Popolari Abruzzesi e la Mostra Archeologica Didattica Permanente. Queste due raccolte, entrambe inizialmente ospitate presso i locali al piano terra della "Casa d'Annunzio", furono per otto anni gestite e arricchite esclusivamente dal volontariato delle due associazioni.

 

Nel 1982 la svolta, con la cessione delle due collezioni al Comune:

essa avviene contemporaneamente all'acquisto ad un costo simbolico del Bagno Penale Borbonico (parte residua della fortezza cinquecentesca) da parte del Comune di Pescara, con l'impegno a vincolarne la destinazione d'uso a Museo delle Genti d'Abruzzo.

 

I lavori di restauro, con il ripristino dell'antica struttura recuperata all'abbandono, e gli allestimenti del primo lotto del Museo si concludono, come già detto, con l'inaugurazione del 1991.
Nel 1998 il Comune di Pescara, l'ASTRA e l'Archeoclub, insieme alla Fondazione Pietro Barberini, promuovono l'istituzione della Fondazione Genti d'Abruzzo, alla quale conferiscono le raccolte. Questo nuovo ente, nato dall'incontro tra Pubblico e Privato per una più efficace gestione delle risorse, riceve nell'anno successivo l'amministrazione del civico Museo delle Genti d'Abruzzo.

Fra il 2003 e il 2004 la Fondazione porta a termine l'allestimento delle altre sette sale espositive e completa il Museo con l'Auditorium, realizzato dall’ “Associazione per le Scienze Mediche Leonardo Petruzzi”, il Caffè Letterario, realizzato dalla "Fondazione Pietro Barberini" e le Sale per mostre ed eventi.

 

Oggi, a 15 anni dalla sua prima inaugurazione, il Museo delle Genti d'Abruzzo è una delle più grandi e attive realtà culturali della regione; esso traccia la storia dell’uomo in Abruzzo dal suo primo apparire come cacciatore paleolitico sottolineando il contributo offerto dalle tribù Italiche all’affermazione di Roma, ed una rapida sintesi evidenzia quanto di questo passato si sia tramandato fino a noi in termini di costumi, credenze, luoghi di culto, produzioni, oggetti, forme.

 

Tema centrale del Museo, articolato in 13 grandi sale espositive, è infatti il concetto di continuità, di persistenza culturale.

 

Sulla sezione a destra "Per saperne di Più" potete trovare maggiori notizie sull’evoluzione delle due raccolte tradizionali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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