carnevale 2012

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CARNEVALE 2012 AL MUSEO!

Due bellissime occasioni per festeggiare tutti in maschera!

 

 

Lunedì 20 e Martedì 21 febbraio 2012

 

Ore 16.30-19.00

 

 

arlecchino 


Che fracasso, che schiamazzo è arrivato Carnevale con le belle mascherine, fan trovate birichine! Se con noi vuoi festeggiare, al museo devi venire, qui ti aspettan balli e giochi, e un teatrino come pochi! Corri presto mascherina che la festa si avvicina!


Mascherine da…ballo

Spaventapasseri a molle

Gondole veneziane

Il vermicello solitario

Pazze stelle filanti



Costo:

bambini 2/5 anni 8,00 euro

6/11 anni 12,00 euro

(è compresa la merenda)

(sconti 10%:  famiglie con più figli,

soci Astra – Amici del Museo, soci Archeoclub, soci Intercral, soci Crad)

 

 

 

Info e iscrizioni: 085/4510026 

(dal lunedì al sabato ore 9.00/13.30)

e-mail: museo@gentidabruzzo.it

didattica@gentidabruzzo.it



 

 

LE ANTICHE ORIGINI DEL CARNEVALE 

 

 

Secondo alcuni studiosi il termine deriverebbe dall'espressione carnem levare, ossia "togliere la carne", con riferimento alla regola di non mangiare carne durante i 40 giorni della Quaresima.

Il Carnevale era dunque l’ultimo momento per consumare cibo in abbondanza, tra travestimenti e allegria. Esplorando tra fonti archeologiche e documenti storici, scopriamo che in realtà la consuetudine di celebrare questo particolare momento dell'anno con cortei mascherati è comune a tante epoche e presso numerose civiltà. Già gli Egizi 4000 anni fa, al tempo dei Faraoni, indossavano maschere mentre, intonando inni, guidavano una sfilata di buoi da sacrificare in onore del dio Nilo e di Iside, dea della fertilità dei campi e del perpetuo rinnovarsi della vita.

Anche i Greci libavano e banchettavano per onorare il dio Dioniso. Molte erano le feste degli antichi Romani: durante le Baccanali, in onore del dio Bacco, il popolo ballava mascherato tra le vie delle città. I Lupercali erano invece i riti romani della purificazione e della fecondità ed erano celebrati il 15 febbraio dai sacerdoti luperci. Ancora, durante la notte giovani e vecchi, ricchi e poveri, uomini e donne festeggiavano Cerere e Proserpina. Ma le feste più attese dal popolo romano erano i Saturnali: si celebrava l'inizio della nuova annata rievocando il periodo mitico dell'Età dell'Oro, quando regnava il dio Saturno. Lo storico Livio narra che i Saturnali iniziarono all'epoca della costruzione del tempio in onore del dio, nel 263 a.C. Durante l'età imperiale la durata dei festeggiamenti fu portata a 15 giorni, durante i quali si potevano capovolgere tutte le "regole": gli schiavi diventavano padroni e si facevano burle dei ricchi, il popolo eleggeva un "re" che organizzava i giochi nelle piazze e i gladiatori intrattenevano il pubblico con spettacoli.

Secondo la tradizione popolare, anche i demoni e le entità sotterranee per risvegliare la natura dal torpore invernale. Andando avanti nei secoli, scopriamo che le prime testimonianze medievali di questa antica festa risalgono all'VIII secolo d. C., quando il popolo organizzava tra risate e scherzi la condanna, la morte e il funerale di un fantoccio che rappresentava i mali dell'anno appena trascorso, proprio come si fa ancora oggi in alcuni paesi abruzzesi come Castiglione Messer Marino, in provincia di Chieti.

Dato che i festeggiamenti coincidevano con l'inizio di un nuovo anno agricolo, erano presenti anche rituali legati al rinnovamento della fertilità della terra ed alla rigenerazione del cosmo.

Durante il Rinascimento, tra il XV ed il XVI secolo, la festa del Carnevale fu introdotta anche nelle raffinate corti europee con l'aggiunta di musica, danze e spettacoli teatrali. Nella Firenze di Lorenzo il Magnifico, per esempio, bellissimi carri allegorici e ricche processioni animate da costumi sfarzosi si snodavano lungo le vie della città in uno spettacolo di grande splendore, che dobbiamo immaginare non molto diverso dai cortei mascherati e dai variopinti costumi ancora oggi presenti in molte città italiane.



Letizia Lizza

Servizi Educativi

Museo delle Genti d’Abruzzo