Celebrazioni del Bicentenario

La Repubblica di Pescara del 1799

20 maggio – 30 Giugno 1999


La Normalizzazione Di San Ferdinando IV
Tra gli oltre duemila abruzzesi condannati per i fatti del 1799 (gli atti dei processi furono in seguito distrutti) vi erano i seguenti cittadini di Pescara:

Ardente Giuseppe
Basile Eleuterio
Betti Giovanni
Caffè Pietro
Camponero Antonio
Carrillo Francesco Paolo
Cortelli Marco
Donzelli Nicola
De Festis Giovanni
De Marinis Luigi
De Marinis Vincenzo
Giannone Vincenzo
Granata Pietro
Lanzetta Pasquale
Lotti Cetteo
Maresca Luigi
Monasterio Ignazio
Pina Gaetano
Pina Michele
Solari Antonio
Sommo Nicola
Thomas Camillo
Varagnoli Vincenzo
Velocci Francesco

di Villa del Fuoco:
Bellizzotta Pasquale
De Marinis Michele

di Castellamare Adriatico:
Basile Cristoforo

Hanno detto della Repubblica Napoletana:

Gregorio Mattei, giornalista repubblicano, giustiziato durante la reazione:
"I Giacobini di Napoli furono i primi che diedero il grido all'Italia sonnacchiosa; quando altri appena ardiva pensare, quando pareva ancor dubbia la sorte della Francia medesima, essi, giovani, inesperti, privi di mezzi, ma pieni di entusiasmo per la libertà, d'odio per la tirannia, tentarono un'impresa difficile, vasta, perigliosa, che, se non fosse andata a vuoto, gli avrebbe resi immortali, e felice l'Italia".

Benedetto Croce, dopo aver sottolineato che i Giacobini furono degli ardenti idealisti e dei cattivi politici per non aver compreso la immaturità dei tempi ed essersi fidati dei francesi, conclude che il giudizio del Mattei "scritto da un uomo che pochi mesi dopo moriva per la libertà", può diventare anche il giudizio della storia.

La moderna storiografia, italiana e straniera, concordemente individua nella Repubblica Napoletana le radici del Risorgimento.