La straordinaria fucina dell’arte.
Le maioliche di Castelli
dal Rinascimento al Neoclassicismo
7 maggio – 17 luglio 2005
Splendide maioliche dai colori accesi, impreziosite da motivi in oro su smalti bianchi o turchini. Piatti istoriati, stoviglie, vasi policromi, servizi da tavola, molti pezzi inediti, sono al centro di una raffinata mostra che espone una straordinaria selezione di maioliche di Castelli, e non solo, per eccellenza la città della ceramica, vera e propria ambasciatrice dell’arte abruzzese fuori dall’Italia.
Quasi quarant’anni dopo l’ultima mostra antologica sull’antica ceramica di Castelli il 7 maggio 2005 nel Museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara, è stata inaugurata una grande mostra antologica sull’arte della maiolica dal Rinascimento ad oggi, La straordinaria fucina dell’arte. Le maioliche di Castelli dal Rinascimento al Neoclassicismo.
La mostra, la cui direzione scientifica è stata di Vincenzo de Pompeis e la cocuratela di Franco Battistella, è stata organizzata dal Centro Studi Ceramici della Fondazione Genti d’Abruzzo con il contributo della Regione Abruzzo.
E’ emerso uno scenario del tutto nuovo rispetto alle conoscenze acquisite finora e si è rivelato uno spaccato di arte e artigianalità preziosissimo. Un’importante occasione per scoprire opere di grandissimo valore e bellezza estetica, dal Rinascimento all’Ottocento, all’interno, peraltro, di un museo “fuori le regole”, fortemente innovativo e coinvolgente, allestito secondo criteri fortemente scenografici.
In mostra oltre 200 esemplari di maioliche antiche realizzate e dipinte dai maestri di Castelli come dai raffinati artigiani ceramisti di altri centri abruzzesi, provenienti da musei e collezioni private. Inediti di straordinario interesse e spettacolarità accanto ad opere da tempo note, pezzi di stupefacente bellezza e capolavori di alto valore pittorico firmati da eccellenti “imprenditori dell’Arte”, in alcuni casi veri e propri pittori che avevano scelto di dipingere su ceramica invece che su tela. Fin dal Rinascimento, infatti, quando vi si è sviluppata un’imprenditorialità modernissima fatta appunto di artigiani imprenditori, aperta ad influenze lontane e che utilizzava tecniche di produzione per quei tempi giudicate quasi rivoluzionarie, Castelli si è affermata come una tra le maggiori realtà produttive di maiolica a livello internazionale ed è ancora oggi considerata tra le capitali mondiali della maiolica.
Per la prima volta sono stati presentati al pubblico inediti esemplari del celeberrimo repertorio Orsini-Colonna, che include splendidi servizi da farmacia usciti dalla bottega Pompei e importanti piatti turchini prodotti all’epoca del Servizio Farnese, servizio da mensa in maiolica turchina di Castelli realizzato per Alessandro Farnese e utilizzato nella sua residenza romana. E ancora, altrettanto famosi pezzi delle botteghe Grue e Gentili realizzati in età Barocca per illustri famiglie della nobiltà italiana, insieme a celebri maioliche rococò solo recentemente attribuite alle botteghe castellane De Martinis e Fuina.
Grande rinnovamento è emerso visitando la sezione tra Sette e Ottocento quando la produzione di Castelli guarda lontano e recepisce dalla Francia nuovi motivi internazionalizzando il suo stile.
Piena di spunti e novità la sezione sull’economia castellana fiorita intorno alla produzione ceramica dove vengono delineate rotte commerciali e antichi mercati. Castelli, per eccellenza la città della ceramica, tutt’oggi con un’economia specializzata, nonostante il suo apparente isolamento geografico, infatti, è stata depositaria di una storia che l’ha resa celebre nel mondo aprendola a scambi e commerci.
Sono venute alla luce curiosità e aspetti legati al contesto socio culturale dell’epoca e al profilo di un mestiere di professionalità altamente specializzata e largamente diffuso in Abruzzo con centri di produzione dedicati. L’invito è dunque a seguire i diversi itinerari suggeriti dalle indicazioni e andare alla scoperta dell’Abruzzo Parco della Ceramica a cominciare da Castelli dove la mostra è stata spostata e dove lungo un circuito di ben 100 botteghe artigiane e laboratori è sempre possibile acquistare ceramiche.
Il catalogo, edito da Carsa Edizioni, è occasione per un approfondimento critico e scientifico su interessanti questioni della produzione ceramica e della sua storia e include tra gli altri anche un saggio di Catherine Hess del Museo Paul Getty di Malibù.
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