“LA FIGLIA DI IORIO.
CENT’ANNI DI PASSIONE”
30 settembre 8 dicembre 2004
“Ho sentito vivere le mie radici nella terra natale, e n’ho avuto una felicità indicibile. Tutto è nuovo in questa tragedia e tutto è semplice: tutto è violento e tutto è pacato nel tempo medesimo. L’uomo primitivo, nella natura immutabile, parla il linguaggio delle passioni elementari”
(Lettera a Francesco Paolo Michetti, 31 agosto 1903)
Nella ricorrenza del centenario della prima rappresentazione della Figlia di Iorio, considerato il capolavoro del teatro dannunziano, la Regione Abruzzo e la Fondazione Genti d’Abruzzo di Pescara, in collaborazione con il Teatro Marrucino di Chieti e la Fondazione del Vittoriale degli Italiani di Gardone, con il contributo del Comune di Pescara, della Provincia di Pescara e della Fondazione Caripe e con l’Alto Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Ministero dell’Istruzione, hanno realizzato una mostra sulla Figlia di Iorio, dramma pastorale di Gabriele D’Annunzio e opera pittorica di Francesco Paolo Michetti.
La mostra, di rilevanza nazionale perché la prima grande esposizione che ricostruisce a tutto tondo l’opera da un punto di vista pittorico, letterario e teatrale, si è tenuta dal 30 settembre all’8 dicembre 2004 presso le Sale per Mostre ed Eventi del Museo delle Genti d’Abruzzo, alle spalle della Casa di Gabriele D’Annunzio.
Nella grande sezione dedicata all’opera dannunziana, sono stati esposti manoscritti originali, le prime edizioni numerate di Treves curate da incisori come De Carolis, bozzetti, carteggi, foto, manifesti, locandine che ricostruiscono tra l’altro i rapporti con i registi e gli attori più importanti delle varie messe in scena: Pirandello, Talli, Ruggero Ruggeri, oltre ai bozzetti per le scene e i costumi di De Chirico.
Per la prima volta sono in stati messi in mostra gli unici due abiti ancora conservati della prima messa in scena del 1904 al Lirico di Milano di Aligi e Lazzaro di Rojo insieme ai copioni originali e alle foto di scena.
Attraverso la realizzazione di una installazione scenografica, la sezione michettiana è stata dedicata alla Figlia di Iorio con una retrospettiva sulle opere pittoriche dell’artista, raccolte da enti pubblici e collezioni private sparse su tutto il territorio nazionale. Per la prima volta sono stati esposti anche i disegni, le tempere e gli oli preparatori di Francesco Paolo Michetti, provenienti da collezionisti privati e da Musei, per la famosa tela esposta nel Palazzo della Provincia di Pescara.
Curata dalla Dr.ssa Annamaria Andreoli, Presidente della Fondazione del Vittoriale degli Italiani, con la direzione artistica di Franca Minnucci, e con l’allestimento per la sezione michettiana di Roberto Lucifero, la mostra è stata tesa alla ricostruzione scientifica della nascita e l’intenso lavoro preparatorio che i due artisti hanno avuto intorno al più affascinante tema, ormai assurto alla dignità di mito, che è stato quello della Figlia di Iorio e a raccontare attraverso i tanti documenti uno spaccato del teatro e della cultura italiana del ‘900.
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