Celebrazioni del Bicentenario

La Repubblica di Pescara del 1799

20 maggio – 30 Giugno 1999


Giacobini e Sanfedisti
Durante la Rivoluzione Francese, l'attività politica venne svolta prevalentemente dai Club, associazioni di intellettuali, che ebbero grande influenza sull'opinione pubblica.

Il Club di maggior spicco fu quello che si riuniva in via Saint-Honorè, nel convento di San Giacomo (Jacobus) dei frati domenicani detti "giacobini".

La posizione del club fu la più radicale nel panorama politico francese.

Ad essa si ispirarono, in Napoli, giovani della nobiltà e del ceto medio, distinguendosi, peraltro, dai modelli francesi per una spiccata autonomia di pensiero e in ciò favoriti, in un primo momento, da una relativa libertà di circolazione del pensiero a mezzo stampa.

Carlo Lauberg, Mario Pagano, Vincenzo Russo, Domenico Cirillo, Eleonora De Fonseca Pimentel ed altri, furono gli alfieri di quella schiera che, radunatasi la mattina del 22 gennaio 1799 sulla piazza del Castello di Sant’Elmo, piantò l’albero della libertà e dichiarò la decadenza della monarchia proclamando la Repubblica Napoletana, una e indivisibile, sotto la protezione della "Grande Nazione Francese".

Fuggito Ferdinando IV in Sicilia, il popolo, specialmente nelle campagne e nelle zone di montagna, si sollevò contro il nuovo ordine sociale dei patrioti napoletani e contro le armi francesi, nelle quali ravvisava soltanto un esercito invasore.

"Patrioti e popolo", dice Vincenzo Cuoco, "avevano diverse idee, diversi costumi, finanche due lingue diverse; quelli si erano formati sopra modelli stranieri, le loro massime non erano nate dal fondo della nazione e il popolo non sapeva che farsene".

In sostanza, all'idealismo dei patrioti si contrapponeva il pragmatismo popolare diretto all'utile più immediato (la garanzia di un pane quotidiano assicurato magari dalle elargizioni del re e la protezione di quest'ultimo che, considerato alla stregua di un padre, per le riforme attuate nei primi anni di regno, aveva, tra l'altro, abolito le decime).

I "lazzari" di Napoli, i montanari abruzzesi, i contadini di Terra di Lavoro, insorsero e la loro fu la guerra della Santa fede (da cui il termine "sanfedisti"), volendo essi difendere il Trono e l'Altare.

Essi formarono le "masse" che riconquistarono il regno a Ferdinando IV.