“D’Annunzio e la terra d’Abruzzo”
Una grande mostra sullo scrittore abruzzese a Pescara
12 marzo - 31 maggio 2003.
La mostra “D’Annunzio e la terra d’Abruzzo. Il ritorno del poeta” è la prima grande mostra che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pescara, in collaborazione con la Regione Abruzzo e la Fondazione Il Vittoriale degli Italiani dedica al suo più illustre cittadino.
Il poeta ritorna alla sua terra dopo un lungo pellegrinare in luoghi e città di tutta Europa; questo è il senso di un’operazione culturale che prosegue nella sua volontà a riannodare i legami con i luoghi dannunziani, già avviata con il gemellaggio della città di Pescara con Gardone Riviera.
Pochi scrittori hanno sentito e nutrito il mito delle proprie origini come Gabriele D’Annunzio e se è vero che “l’uomo è soprattutto geografia”, la vita di D’Annunzio, con le sue opere, il suo pensiero, passa come egli stesso dice “attraverso la Maiella innevata, sacra e materna”, “il litorale sabbioso con i pini smilzi e contorni” e “i tramonti di Luglio pieni di nuvole scarlatte e dorate sul fiume Pescara”.
Il D’Annunzio che questa mostra vuole raccontare è proprio quello che più profondamente ci appartiene, un D’Annunzio segreto, intimo e privato, che nonostante una vita cosmopolita e vagabonda, ha sentito la sua terra come una “corazza, un pezzo d’armatura”, capace di difenderlo e di proteggerlo dalle intemperie della vita.
Gabriele D’Annunzio torna a essere quindi cittadino riconosciuto della sua città.
La mostra ha ottenuto l’alto patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e ha rappresentato l’Abruzzo nelle manifestazioni programmate della Comunità Europea, nel mese di Novembre 2003 in Lussemburgo.
È stata allestita nei nuovi locali del Museo delle Genti d’Abruzzo, alle spalle della Casa Natale del Poeta. L’inaugurazione avvenuta in coincidenza con il 140° anniversario della nascita di D’Annunzio (1863–2003), proprio nella Casa Museo di Gabriele D’Annunzio, è stata accompagnata, oltre che dalla presentazione a cura di Annamaria Andreoli, dalla lettura di versi dannunziani fatta da Giorgio Albertazzi.
Sono stati esposti infatti, per la prima volta, oggetti e manufatti firmati dai più importanti artisti dell’epoca che D’Annunzio ideava, disegnava, commissionava e che erano ispirati alla terra d’Abruzzo, alle sue tradizioni, alla sua cultura. Le lettere più intense e struggenti che D’Annunzio scriveva ricordando la sua casa, i suoi affetti, la famiglia, gli oggetti di raro pregio artistico, firmati da Basilio e Michele Cascella, da Buccellati, Baronio, Mazzucotelli, De Chirico, ma anche curiosità, piccoli manufatti, oggetti che D’Annunzio faceva realizzare per regalare ai suoi amici, ai suoi affetti, ai suoi amori.
Una mostra diversa, una rievocazione intimistica che ritrova un D’Annunzio trepidante, affettuoso, umanamente fragile e scoperto. Un D’Annunzio che si è nutrito per tutta la vita della linfa vitale della sua terra d’origine, sacra e materna.
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